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	<description>Solo un altro blog targato WordPress</description>
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		<title>THE NEXT STOP NUOVA EDIZIONE</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 06:46:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
				<category><![CDATA[arti visive]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
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		<description><![CDATA[
The Next Stop si pone sulla scena culturale contemporanea come una piattaforma assolutamente innovativa;
non è un corso di formazione, non è un congresso né un summit; è un educational dedicato alla filiera dell&#8217;arte contemporanea, che serve a divulgare uno scenario utile ad amministratori pubblici, a manager, operatori, artisti. In sessioni di due ore condotte da un mediatore, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-988" title="The next stop" src="http://www.blalab.it/wp-content/uploads/2010/08/chi-siamo.jpeg" alt="" width="310" height="240" /></p>
<p><strong>The Next Stop</strong> si pone sulla scena culturale contemporanea come una <strong>piattaforma assolutamente innovativa</strong>;<br />
non è un corso di formazione, non è un congresso né un summit; è un educational dedicato alla <strong>filiera dell&#8217;arte contemporanea</strong>, che serve a divulgare uno scenario utile ad amministratori pubblici, a manager, operatori, artisti. In sessioni di due ore condotte da un mediatore, i relatori descriveranno un modello possibile in risposta ai vari argomenti trattati, e illustreranno la propria esperienza lasciando campo ai commenti e alla <strong>partecipazione del pubblico</strong>.</p>
<p>Il percorso è strutturato su <strong>5 moduli, il venerdì e il sabato dalle 10:00 alle 15.00.<br />
Per un totale di 50 ore.</strong></p>
<p><strong>CALENDARIO</p>
<p></strong></p>
<p><strong>LE NUOVE PROFESSIONI DELLA CULTURA<br />
15 e 16 ottobre 2010</strong></p>
<p><strong>IL MANAGEMENT DELL&#8217;ARTE E DELLA CULTURA<br />
29 e 30 ottobre 2010</p>
<p>ARTE E IMPRESA<br />
12 e 13 novembre 2010</p>
<p>IL PROJECT FINANCING E L&#8217;ARTE COME BENE PUBBLICO<br />
26 e 27 novembre 2010</p>
<p></strong></p>
<p><strong>L&#8217;ARTE CONTEMPORANEA E LA COMUNICAZIONE<br />
10 e 11 dicembre 2010</strong></p>
<p>The Next Stop si apre al <strong>mondo artistico internazionale</strong> promuovendo una serie di incontri collaterali con artisti e curatori stranieri, dal titolo <strong>TNS International</strong>.</p>
<p><strong>Il calendario di TNS International sarà pubblicato a settembre 2010</strong>.</p>
<p><strong>Dove</strong><br />
Palazzo delle Esposizioni (sala Auditorium)<br />
ingresso da Via Milano 9A<br />
00184 Roma<br />
<strong>PER ISCRIVERSI</strong>: compilare form nella sezione ISCRIZIONI sul sito <a href="http://wm10.email.it/webmail/wm_5/redir.php?http://www.thenextstop.eu" target="_blank">www.thenextstop.eu</a><br />
e spedirlo via fax 06/97844193 e all&#8217;indirizzo mail <a href="http://wm10.email.it/webmail/wm_5/newmsg.php?us=c2VyZ2lvd2ViQGVtYWlsLml0&amp;sid={17376893544C7B51D3EBFE4-4C7B51D3EC7B5-1283150291}&amp;to=lauragalloppo@thenextstop.eu" target="Main">lauragalloppo@thenextstop.eu</a> entro venerdì 8 ottobre 2010<br />
<strong>PER INFORMAZIONI</strong>: <a href="http://wm10.email.it/webmail/wm_5/newmsg.php?us=c2VyZ2lvd2ViQGVtYWlsLml0&amp;sid={17376893544C7B51D3EBFE4-4C7B51D3EC7B5-1283150291}&amp;to=lauragalloppo@thenextstop.eu" target="Main">lauragalloppo@thenextstop.eu</a></p>
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		<title>Squero San Trovaso</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 00:03:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
				<category><![CDATA[arti visive]]></category>
		<category><![CDATA[reportage]]></category>
		<category><![CDATA[caalma]]></category>
		<category><![CDATA[squero san trovaso]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>

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		<description><![CDATA[
Lo Squero di San Trovaso è uno dei più antichi e famosi squeri veneziani.
Lo squero è il classico cantiere dove si costruivano
e riparavano le imbarcazioni di dimensioni contenute come gondole,
pupparini, sandoli, s&#8217;ciopóni e altri natanti tipici della tradizione navale veneziana.
Quello di San Trovaso è uno dei pochissimi squeri ancora in funzione a Venezia.
Vedi il reportage completo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin: 0px;" title="logo" src="http://www.blalab.it/wp-content/uploads/2010/07/logo.png" alt="" width="255" height="63" /></p>
<p>Lo Squero di San Trovaso è uno dei più antichi e famosi squeri veneziani.<br />
Lo squero è il classico cantiere dove si costruivano<br />
e riparavano le imbarcazioni di dimensioni contenute come gondole,<br />
pupparini, sandoli, s&#8217;ciopóni e altri natanti tipici della tradizione navale veneziana.<br />
Quello di San Trovaso è uno dei pochissimi squeri ancora in funzione a Venezia.</p>
<p>Vedi il <strong>reportage</strong> completo su <strong><a href="http://www.caalma.org/it/squero.html" target="_blank">Squero San Trovaso<br />
</a></strong></p>
<p><img style="margin: 0px;" title="sque_001" src="http://www.blalab.it/wp-content/uploads/2010/07/sque_001.jpg" alt="" width="642" height="430" /></p>
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		<title>Serata da Incubo al Gran Teatro Permanente No dal Molin</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 10:48:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[mondisommersi]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
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		<description><![CDATA[di mondisommersi

Intervista allo scrittore, attore e voce dell’Officina degli Ordigni , Davide Dal Pra, che si è esibita il 21 Maggio 2010 al presidio permanente No dal Molin durante la serata organizzata da Mondi Sommersi, Arci servizio Civile e il Presidio No dal Molin di Vicenza.
Nome cognome età luogo di provenienza
Mi chiamo Davide Dal Pra, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://mondisommersi.wordpress.com/">di mondisommersi</a></div>
<div><img class="alignnone size-full wp-image-872" title="Davide dal Prà" src="http://www.blalab.it/wp-content/uploads/2010/06/dalpra.jpg" alt="" width="550" height="367" /></div>
<p>Intervista allo scrittore, attore e voce dell’Officina degli Ordigni , Davide Dal Pra, che si è esibita il 21 Maggio 2010 al presidio permanente No dal Molin durante la serata organizzata da Mondi Sommersi, Arci servizio Civile e il Presidio No dal Molin di Vicenza.</p>
<p><strong>Nome cognome età luogo di provenienza</strong></p>
<p>Mi chiamo Davide Dal Pra, ho 28 anni e provengo dall’Alto vicentino,<br />
Chiuppano.</p>
<p><strong>Che cos’è un artista secondo te?</strong></p>
<p>Un artista è uno che riesce a rendere fecondo un umore, un istante, un’intuizione nella sua vita, dandogli l’occasione di una forma, di un discorso, di un segno.. mettendola a frutto, spartendola con gli altri, l’artista crea l’opera e questa gli sfugge, endendo in qualche modo esplicita una proliferazione inesauribile.<br />
L’opera opera infatti in modi indipendenti dall’artista stesso. Si potrebbe insomma dire che l’artista genera la sua stessa fuga, o la sua stessa apertura, il suo stesso sorprendente, ed è da esso messo in fuga, aperto, sorpreso .<br />
Perché una volta prodotta l’opera è capace, mostrandosi, palesandosi, di far sgorgare incessantemente il manifestarsi di una totalità impossibile da chiudere, un mistero impossibile da rivelare. L’opera è insomma una sorta di infinitamente finito. L’artista si limita a mettere in scena qualcosa che, se riuscito, scivola via ad ogni forma di controllo- compreso il suo- e non la smette di scaturire, di rimbombare in modi sempre nuovi e inediti dentro chi vive l’opera.</p>
<p><strong>come è nata la tua passione?</strong></p>
<p>Sono un tipo appassionato. Credo che la passione sia un tratto del mio stesso essere al mondo, un modo per mettermi in relazione…Naturalmente non solo con la parola viva che scrivo e pronuncio, ma anche e soprattutto con l’entusiasmo che spesso mi possiede, nelle relazioni con gli altri, nel rendermi conto di essere vivo in un istante. Credo che la passione sia il motore che accende ogni mia azione, anche artistica. Una fiammata del carattere.</p>
<p>da quanto tempo lo fai?</p>
<p>Alcuni racconti che avevo scritto, per una oralità in forma di spettacolo, sono stati messa in scena per la prima volta nel 2002, ne “Il Margine Incerto”, il mio primo spettacolo…. nasceva dall’indignazione, dalla rabbia, dall’urgenza di denunciare la guerra. Poi ho fatto altri spettacoli come “Uot reiv- generazione-ricreazione-eliminazione” in cui parlavo dei rave party in rapporto ad una generazione esausta che non cerca più…è stata poi la volta di “La Bestia- che la città stia a difesa”. Da qualche tempo porto in giro con una serie di racconti, uno dei quali si chiama “IL CERCHIO E IL LUPO”, sul tema dell’identità e dell’estraneo. Ultimamente giro coi tarocchi e improvviso storie sulle origini.</p>
<p><strong>Come nascono i pezzi ?</strong></p>
<p>I pezzi possono nascere in molti modi… alcuni soltanto da una suggestione, altri da un’idea di storia, persino dal suono di una parola… In realtà i pezzi devono farsi largo nel tempo della vita per prendere forma. Occorre quindi stare attenti per ascoltare le intuizioni, gli stimoli che la realtà continuamente ti offre. Appuntandoseli, se possibile, cosicché possano in seguito prendere corpo.. oppure raccontandoli, sul furore dell’emozione improvvisa.</p>
<p><strong>Fai riferimento a qualcuno, a chi cosa ti ispiri?</strong></p>
<p>Naturalmente i riferimenti sono molti, di tutti i tipi. Te ne potrei dire molti, anche nomi altissimi, da Benigni a Jodorowsky ai Pink Floyd. Però poi il nostro lavoro consiste in una continua ricerca meticcia e bastarda. Così cerchiamo di far perdere le tracce…In ogni caso spesso le intuizioni migliori vengono da altre discipline e da altri contesti. È molto probabile ad esempio che un testo possa trarre ispirazione da un rumore, o una suggestione musicale prenda le mosse da un colore… è questo scambio irriducibile e misterioso che fa scattare ciò che si chiama creatività.</p>
<p><strong>Com’è nata la collaborazione con Alessandro Valle?</strong></p>
<p>Alessandro è innanzitutto un mio grande amico. Con lui c’è un’intesa potente, che non passa nemmeno per un logiche o discorsi. È un’intesa quasi esistenziale, in cui molta parte ha l’istinto e l’ironia.. Abbiamo vissuto assieme gli anni dell’università, io stimo molto il suo percorso musicale e lui apprezza i miei testi. Abbiamo realizzato assieme spettacoli, ultimamente anche un programma su www.RadioBue.it, “La bocca del Trickster”, che ha vinto il premio al festival delle Radio Universitarie come miglior Format. Alessandro è un musicista portentoso, ricco di una fantasia che sa azzardarsi e inventarsi in percorsi al tempo rigorosi e mai banali. Almeno dal mio punto di vista, una musica è potente quando riesce a mostrare qualcosa, a muovere persino un tipo di immaginazione visiva. Lui ci riesce perfettamente. Le sue musiche sono estremamente narrative, ed è per questo che si accordano con dei testi recitati.</p>
<p><strong>Come si sviluppa il percorso creativo di testi e arrangiamenti?</strong></p>
<p>L’Officina Degli Ordigni è sostanzialmente un punto in cui testi e musiche si incontrano, direi quasi miracolosamente… Io scrivo un testo per conto mio, oppure Alessandro sviluppa con la sua Loop Station una musica, già arrangiata. Comunque sia quando ci incontriamo ci aggiustiamo uno con l’altro con fiducia e, durante le prove, ne scaturisce quasi sempre un pezzo. Siamo molto proficui, entrambi… poi occorre dire che abbiamo due immaginari che riescono ad intendersi bene senza necessariamente coincidere.. Anche per questo il nostro lavoro è un’Officina. Sorge dalle nostre individualità che, quando si incontrano, si abbandonano ad un assemblaggio condiviso, capace di solidificare l’uno il lavoro dell’altro e per tentare di far funzionare i nostri pezzi in maniera esplosiva.</p>
<p><strong>Perchè officina degli ordigni?</strong></p>
<p>Senz’altro per il metodo del nostro lavoro sui pezzi… testi e musiche vengono assemblati in un lavoro artigianale che ricorda quello delle botteghe o le piccole fabbriche, senza però quel tipo di alienazione. C’è poi un significato provocatorio, politicamente scorretto, gioiosamente visionario. Un laboratorio in cui si preparano cose con molto metodo, fatte per esplodere. La dialettica tra “ordine” e “caos”, o se vuoi “metodo” e “furore”, è uno dei nostri temi preferiti. L’ordigno poi non per forza deve esplodere, si può indirizzare ad un fine, ad uno scopo. Ci diverte anche il paradosso drammaticamente frequente che qualcuno lavori, in queste piccole officine degli ordigni, per un senso e uno scopo che costantemente gli sfugge. Quotidianità e senso, inconsapevolezza rigorosa, micro e macro. E poi le iniziali…O.D.O: un verbo meraviglioso atto all’ascolto di qualcosa di lontano..</p>
<p><strong>che si intende per psichedetnico immagnifico in loop?</strong></p>
<p>Il nostro lavoro, che vorrebbe essere un’evoluzione possibile del teatro canzone, mette in gioco aspetti di contaminazione interculturale… e per farlo si avvale di un grosso apporto di immaginazione e di provocazione, persino inconscia. La psichedelia e l’elemento etnico sono perciò le atmosfere che consentono alle immagini che presentiamo di farsi evocare, nel processo quasi sciamanico di una ripetizione che cresce.</p>
<p><strong>Lasciaci con una frase.</strong></p>
<p>Occorre costruire ponti con il legno dell’albero genealogico.</p>
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		<title>Intervista: Elisa Minuzzo &#8211; video-maker</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Jun 2010 10:31:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
ALMA&#8217;S VIDEOS from Kinarto on Vimeo.
Il 22 aprile scorso, nello splendido scenario di Villa Montruglio a Mossano, in occasione della presentazione di Alma (l’ultimo cd del musicista e percussionista Luca Nardon) abbiamo incontrato la video-maker vicentina Elisa Minuzzo;  in quella circostanza presentava dei raffinati ed incantevoli video in dialogo con la musica dello stesso Nardon [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="233" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=11898533&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="233" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=11898533&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><a href="http://vimeo.com/11898533">ALMA&#8217;S VIDEOS</a> from <a href="http://vimeo.com/kinarto">Kinarto</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p><span style="color: #008080;">Il 22 aprile scorso, nello splendido scenario di Villa Montruglio a Mossano, in occasione della presentazione di </span><em><span style="color: #008080;">Alma</span></em><span style="color: #008080;"> (l’ultimo cd del musicista e percussionista Luca Nardon) abbiamo incontrato la video-maker vicentina Elisa Minuzzo;  in quella circostanza presentava dei raffinati ed incantevoli video in dialogo con la musica dello stesso Nardon e con le danze di Erika Masetto.<br />
Nei suoi lavori Elisa riesce a fondere mirabilmente complessità e leggerezza. Le sue creazioni non cedono mai a facili soluzioni effettistiche. Sono invece caratterizzate da un ostinato rigore compositivo, nascono dal duro apprendistato dell’immaginazione, dall’arte, o meglio dal mestiere, di creare e domare le immagini in movimento.<br />
Guardando i suoi video si è presi da una forma d’incantamento e d’irresistibile malia tale che, fuor di metafora e sempre ché se ne abbia l’ardire, ci è consentito rifarci gli occhi, tornare cioè a guardare il mondo con occhi nuovi.<br />
Un saggio della sua bravura lo potete ritrovare nel cortometraggio </span><em><span style="color: #008080;">Metro, boulot, dodo</span></em><span style="color: #008080;">,  già premiato nel 2009 in Italia al Sardinia Film Festival e al Val Tidone Music Film Festival e, sempre nel 2009, in concorso al 17th Randance Film Festival di Londra. In quell’occasione erano tre i cortometraggi italiani selezionati e la nostra Elisa s’è ritrovata in compagnia di Ermanno Olmi e Paolo Sorrentino.</span></p>
<p><strong><span style="color: #f30b9f;">Com&#8217;è nata la tua passione per il video?</span></strong></p>
<p>La mia passione per il video diventa il mio mezzo creativo nel 2002 quando mi sono trasferita a Milano per seguire un corso di editing cinetelevisivo, ma inizia prima, precisamente nella sala buia del Cinema Odeon di Vicenza, quando onnivora spettatrice ho saputo resistere fino alla fine di “Le lacrime della tigre nera” o imparato a dire i miei primi “sssst, silenzio”, superando prove di resistenza di due, tre ore seduta sulle poltroncine di quel cinema.</p>
<p><strong><span style="color: #f30b9f;">I tuoi lavori sembrano raccontare delle storie&#8230;.</span></strong></p>
<p>Mi sono sempre piaciute le storie, quelle che fanno o tanto piangere o tanto ridere e soprattutto mi piacciono quelle che sono raccontate attraverso le immagini in movimento. Quando penso e realizzo un lavoro, anche quello per la presentazione di “Alma”, un video astratto che non doveva essere narrativo per nulla togliere all&#8217;ascolto della musica in primis, la storia, sia breve o lunga, semplice o complessa, quella viene sempre per prima; nel caso specifico di Alma ho usato gli “svelamenti” finali per trasformare i video in racconti.</p>
<p><strong><span style="color: #f30b9f;">Nei tuoi video colpisce molto l&#8217;uso di uno strumento particolare quale il caleidoscopio, com&#8217;è nata questa idea?</span></strong></p>
<p>Non si tratta proprio di un caleidoscopio, ho usato un giocattolo, un giocattolo strano che un mio amico ha regalato alla figlia di tre anni dopo averlo acquistato al Peggy Guggenheim di Venezia, un monocolo con una lente sfaccettata. Ho subito pensato a questa bimba che vede il mondo trasformato. Così l&#8217;asfalto bagnato è diventato argento luccicante, la neve si è trasformata nella luna, le fronde degli alberi mosse dal vento paiono delle piante marine che dondolano sott&#8217;acqua. Tutti effetti speciali senza grandi trucchi e tanti inganni, semplicemente un effetto ottico. Ho fisicamente appiccicato con lo schotch la lente del monocolo all&#8217;occhio rutilante della telecamera. In altri momenti ho staccato la lente e l&#8217;ho ruotata davanti alla telecamera, gli effetti ottenuti sono diversi.</p>
<p>Usando la lente e lo zoom ne ho ottenuti altri ancora. Quasi la stessa cosa con i cristalli, in questo caso un contributo importante lo ha dato il supporto girevole con i led colorati che illuminavano i cristalli dal basso, i led hanno generato anche l&#8217;effetto pulsazione.</p>
<p><strong><span style="color: #f30b9f;">Come vivi la collaborazione con altri artisti? Che meccanismo si innesca quando video arte, musica e danza si compenetrano?</span></strong></p>
<p>Io nasco come montatrice, ho fatto questo mestiere per sei anni presso una casa di produzione a Mestre e proprio in virtù di questa mia professionalità tendo ad essere un po&#8217; rompina. La fase del montaggio è quella finale dove i giochi sono fatti e come capita spessissimo gli errori vengono a galla. Questo per dire che sono parecchio precisina ed esigente. In questo caso specifico di “Alma” le cose si sono svolte in un modo che mi è piaciuto molto: fulcro centrale era la musica di Luca, io ed Erika ci siamo fatte ispirare da questa anche attraverso suggestioni che Luca stesso ci ha comunicato. Io poi sapendo che sul palco c&#8217;era la danza di Erika ho pensato a una modalità per farla interagire col video, ne è nata l&#8217;idea delle ombre: l&#8217;ombra di Erika si amalgamava con il gioco di ombre sullo sfondo. Un effetto scenico simile l&#8217;ho visto alla Biennale d&#8217;arte di Venezia lo scorso settembre, ho ricostruito l&#8217;istallazione (nello specifico io ho usato: tre motorini ricavati da dei mescola polenta, dischi di compensato e piccoli souvenir e giocattoli) ma ho aggiunto il movimento della fonte di luce così che al movimento rotatorio delle ombre degli oggetti si è aggiunto anche un movimento ondulatorio. Ho variato anche la distanza della fonte di luce ottenendo così avvicinamenti/ingrandimenti e allontanamenti/rimpicciolimenti.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #f30b9f;">Come scegli gli oggetti e i soggetti per i tuoi video?</span></strong></p>
<p>Suggestioni, vengo suggestionata da degli oggetti. Sono abituata a lavorare con l&#8217;immaginazione, l&#8217;ho esercitata facendo questo mestiere. Come diceva Bruno Munari “La fantasia l&#8217;invenzione la creatività pensano, l&#8217;immaginazione vede”, in questo mestiere serve molta immaginazione.</p>
<p>I soggetti a volte vengono con facilità altre volte non vengono proprio, altre volte ancora sono frutto di ricerche che spaziano dal web ai musei, dal cinema ai racconti degli amici. Quello del video per me non è solo un hobby, è il mio lavoro e in virtù di questo io “guardo” molto il cinema, la televisione, le mostre, il web&#8230;e mi faccio ispirare.</p>
<p><strong><span style="color: #f30b9f;">Tre aggettivi per descriverti&#8230;</span></strong></p>
<p>Mi vengono solo quelli spregiativi, ma non va bene avere scarsa autostima dicono gli psicologi, e mi vergogno a menzionare quelli positivi, metti che legge sta intervista qualche mio amico che dice&#8230;”beh, questa poi, non è un cazzo vero&#8230;”</p>
<p><strong><span style="color: #f30b9f;">L&#8217;arte è un gioco o giocare è un arte?</span></strong></p>
<p>Sicuramente l&#8217;arte non è un gioco, io non sono tra quelli che hanno la fortuna di vivere con leggerezza l&#8217;atto creativo, a me creare costa fatica, poi mi appaga e mi dà la soddisfazione che nessun&#8217;altra cosa mi sa dare, ma mi richiede impegno e fatica.</p>
<p><strong><span style="color: #f30b9f;">Progetti futuri?</span></strong></p>
<p>Un paio di veramente interessanti&#8230;vi terrò informati.</p>
<p><em><span style="color: #808080;">marco &amp; mirco blalab</span></em></p>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 15:47:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin: 0px;" title="cado" src="http://www.blalab.it/wp-content/uploads/2010/05/cado2.jpg" alt="" width="550" height="554" /></p>
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		<title>Carolina Antich &#8211;  Capricci</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 09:05:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
AB23
chiesa SS. Ambrogio e Bellino contra’ S. Ambrogio 23
Vicenza
6 giugno – 18 luglio 2010
INAUGURAZIONE
 sabato 5 GIUGNO 2010
ore 18.00
a cura di
 Stefania Portinari
Auriol, Narciso e il Signorino &#8211; indolenti, concentrati ed eleganti – non sono che alcuni dei singolari personaggi, dei giovani principini e delle signorine graziose che giocano alla guerra o fingono di inscenare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-848" title="abgrande" src="http://www.blalab.it/wp-content/uploads/2010/05/abgrande.jpg" alt="" width="549" height="318" /></p>
<p><strong><span style="color: #008080;">AB23</span></strong><br />
chiesa SS. Ambrogio e Bellino contra’ S. Ambrogio 23<br />
Vicenza<br />
6 giugno – 18 luglio 2010<br />
<strong><span style="color: #008080;">INAUGURAZIONE</span></strong><span style="color: #008080;"><br />
</span> <strong><span style="color: #008080;">sabato 5 GIUGNO</span></strong><strong><span style="color: #008080;"> 2010</span></strong><br />
<strong>ore 18.00</strong></p>
<p>a cura di<br />
<strong> Stefania Portinari</strong></p>
<p>Auriol, Narciso e il Signorino &#8211; indolenti, concentrati ed eleganti – non sono che alcuni dei singolari personaggi, dei giovani principini e delle signorine graziose che giocano alla guerra o fingono di inscenare battaglie di aeroplani, che si immergono tra le nebbie di paesaggi color nuvola come fossero tazze di latte.<br />
Vivono le doci mollezze di un tempo irreprensibile e sospeso, dotato di vuoto e silenzio, dove l’attesa corrisponde alla presenza del nulla, su uno sfondo di colore leggero. Una coperta o almeno dei boccioli di fiori bastano loro per proteggersi dai misteri del mondo e dal divenire grandi.<br />
E’ la loro pittrice, Carolina Antich, a raccontare come ci sia solo una parte del reale che le interessa, anche se è attraverso la memoria che trova la dimensione che va cercando, eminentemente letteraria, “come sguardo e non come specchio del mondo. Qualcosa che sia tra il nascosto e il dichiarato, tra memoria personale e memoria pittorica, tra personale e collettivo” e che  “bastano poche cose: colori delicati, superfici diluite, chiarezza e semplicità”.<br />
L’Assessorato alla Cultura del Comune di Vicenza inaugura<strong> </strong>la mostra “Capricci” di Carolina Antich<br />
<strong>sabato 5 giugno 2010 </strong>ad AB23, il “contenitore per il contemporaneo” situato nella chiesa medievale dei SS. Ambrogio e Bellino in via San Ambrogio 23 a Vicenza, parte della rassegna “Sistemi di contemporaneo”.<br />
In esposizione sono presenti opere provenienti anche da Deutsche Bank Collection, Gimpel Fils Gallery di Londra, Florence Lynch Gallery di New York, Art-U-room Gallery di Tokyo, collezione Giovanna Furlanetto, Galleria doppia V di Lugano, grazie alla collaborazione di Regione Veneto, Aim e Gemmo Spa.</p>
<p>:::</p>
<p><strong>AB23</strong><br />
<strong>contenitore per il contemporaneo</strong><br />
chiesa SS. Ambrogio e Bellino<br />
contra’ S. Ambrogio 23<br />
36100 Vicenza<em> </em></p>
<p>apertura</p>
<p>giovedì e venerdì 16.00-19.30<br />
sabato e domenica 10.30-13.00 | 16.00-19.30<br />
info <a href="mailto:uffmostre@comune.vicenza.it" target="_blank">uffmostre@comune.vicenza.it</a><br />
tel 0444 222122<br />
ingresso libero</p>
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		<title>in attesa dell inaugurazione della mostra foto/video di Caalma prevista per sabato 29 ore 17 al LAMEC (spazio espositivo sotto la basilica palladiana)&#8230;Watch the video!</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 11:30:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Waiting for IDRICA<br />
<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/V19TeGfru9Q&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;color1=0x006699&#038;color2=0x54abd6"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/V19TeGfru9Q&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;color1=0x006699&#038;color2=0x54abd6" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
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		<title>sacre conversazioni</title>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 00:57:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[blalab mette a disposizione dell’utenza museale le sue straordinarie operatrici in grado di riallacciare un sorprendente dialogo con i capolavori dei grandi maestri del Rinascimento



]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>blalab mette a disposizione dell’utenza museale le sue straordinarie operatrici in grado di riallacciare un sorprendente dialogo con i capolavori dei grandi maestri del Rinascimento</p>
<p><img title="operatrice MARINI" src="http://www.blalab.it/wp-content/uploads/2010/01/operatrice-MARINWEB.jpg" alt="" width="550" height="545" /></p>
<p><img title="operatrice LAUDANI" src="http://www.blalab.it/wp-content/uploads/2010/01/operatrice-LAUDANIWEB.jpg" alt="" width="550" height="364" /></p>
<p><img title="operatrice FILIPPI" src="http://www.blalab.it/wp-content/uploads/2010/01/operatrice-FILIPPIWEB.jpg" alt="" width="550" height="373" /></p>
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		<title>“VIE D’ACQUA – VICENZA LUNGO I FIUMI”: PARTE LA II EDIZIONE Dal 29 maggio al 6 giugno concerti, mostre, convegni, percorsi nel territorio, iniziative per le scuole sull’acqua e la rete idrica vicentina</title>
		<link>http://www.blalab.it/?p=815</link>
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		<pubDate>Sun, 23 May 2010 23:52:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
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Torna a Vicenza &#8220;Vie d&#8217;acqua&#8221;, la manifestazione dedicata all&#8217;acqua e ai fiumi della città, che dal 29 maggio al 6 giugno proporrà percorsi pedonali e ciclabili, navigazione sui fiumi, spettacoli e laboratori per bambini, letture, concerti, mostre e installazioni, incontri e tavole rotonde di livello nazionale: tutti appuntamenti gratuiti e aperti al pubblico.
“Vie d’acqua” è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img title="vie d'acqua" src="http://www.blalab.it/wp-content/uploads/2010/05/viedacquabig.jpg" alt="" width="550" height="177" /></p>
<p>Torna a Vicenza &#8220;Vie d&#8217;acqua&#8221;, la manifestazione dedicata all&#8217;acqua e ai fiumi della città, che dal 29 maggio al 6 giugno proporrà percorsi pedonali e ciclabili, navigazione sui fiumi, spettacoli e laboratori per bambini, letture, concerti, mostre e installazioni, incontri e tavole rotonde di livello nazionale: tutti appuntamenti gratuiti e aperti al pubblico.</p>
<p>“Vie d’acqua” è un progetto nato nel 2009 dall&#8217;assessorato alla cultura del Comune di Vicenza, in collaborazione con Acque Vicentine SpA e curato per la parte organizzativa dall&#8217;associazione &#8220;Meccano 14&#8243;, che intendeva valorizzare l&#8217;acqua come risorsa preziosa per i cittadini e orientare a una riscoperta del valore urbanistico e sociale delle aree fluviali: da questi presupposti ha preso vita la prima edizione della manifestazione, contraddistinta da una più che positiva risposta del pubblico a tutti gli appuntamenti proposti.<br />
L&#8217;edizione 2010 &#8211; realizzata anche grazie al sostegno di aziende quali Nicoll, MicroScavi, CFP Costruzioni, Svet, New Viedil, V.P.S., AIM e della Fondazione Zoé &#8211; pur mantenendo la fortunata formula del 2009, presenta alcune interessanti novità: innanzitutto l&#8217;istituzione di un comitato scientifico composto dal noto metereologo e climatologo Luca Mercalli, dall’economista Antonio Massarutto, dall’esperto di metodologie di valutazione ambientale  Gianni Moriani, dal direttore del Centro idrico di Novoledo Lorenzo Altissimo, dal presidente dell’ATO Bacchiglione Giancarlo Corò, dal presidente di Acque Vicentine Angelo Guzzo, dall’assessore provinciale all’ambiente Paolo Pellizzari e dall’assessore alla cultura del Comune di Vicenza Francesca Lazzari. In secondo luogo, le iniziative di &#8220;Vie d&#8217;acqua 2010&#8243; porranno maggiormente l&#8217;accento su un aspetto determinante sia del passato che, e soprattutto, del futuro dell’acqua: la rete di fornitura idrica, dalla risorgiva all’acquedotto fino al rubinetto di casa. Per questo motivo l&#8217;edizione prende il nome di <em>Acqua underground</em>, ossia il lato nascosto (o &#8220;lato B&#8221;) dell&#8217;acqua: esso verrà in qualche modo &#8220;scoperto&#8221; coniugando informazione ed espressione artistica, cultura, intrattenimento ed approfondimento scientifico. In questo senso sono stati istituiti due convegni e una mostra fotografica per dare ai cittadini maggiore consapevolezza di come funziona il servizio idrico e di quale livello di manutenzione e di tecnologia sia necessario per garantire un’acqua di qualità sulla loro tavola. Il lato nascosto dell’acqua sarà rappresentato anche con una mappa del tutto singolare, che riprodurrà la rete idrica e fognaria di Vicenza nella forma di una (finora sconosciuta) “metropolitana”, riportando per la prima volta la posizione e gli indirizzi delle quasi settanta fontanelle pubbliche presenti in città. La terza grande novità consiste nel coinvolgimento di due Comuni contermini &#8211; Arcugnano e Torri di Quartesolo &#8211; i quali proporranno alcune iniziative tra cui un percorso cicloturistico sul Lago di Fimon, un&#8217;installazione sull&#8217;argine del Tesina ad opera degli allievi delle scuole medie di Torri di Quartesolo, una passeggiata guidata nelle risaie.</p>
<p>Sono numerosi gli appuntamenti in cartellone. Tra i più significativi vi sono senz&#8217;altro i due convegni. Il primo è in programma venerdì 4 giugno e raggrupperà esperti di livello nazionale (l’economista Antonio Massarutto e Luciano Baggiani, presidente ANEA) con rappresentanti del mondo politico locale nazionale (gli assessori Paolo Pellizzari e Maurizio Conte, i deputati Manuela Dal Lago e Federico Testa), coordinati da Giancarlo Corò, neo-presidente dell’AATO Bacchiglione. La seconda tavola rotonda avrà luogo il giorno successivo, sabato 5 giugno e vedrà il ritorno in città di Luca Mercalli: dopo la conferenza di Copenhagen e sulla strada indicata dal “Manifesto sul clima per Vicenza” presentato lo scorso novembre, il metereologo piemontese discuterà dell’effetto dei cambiamenti climatici su fiumi e falde con tecnici del settore quali Lorenzo Altissimo, Andrea Rinaldo, ordinario di costruzioni idrauliche nell’Università di Padova, Luigi Franco Bottio, presidente della classe di Scienza e Tecnica dell’Accademia Olimpica e vicepresidente Acque Vicentine, e Francesco Baruffi dell’Autorità di bacino dell’Alto Adriatico.</p>
<p>Un altro appuntamento importante è quello con la mostra fotografica &#8220;IDRICA&#8221;, presente dal 29 maggio al 13 giugno allo spazio LAMeC (piano terreno della Basilica Palladiana). L&#8217;esposizione è un reportage realizzato da Caalma, network bipolare formato da Marco Dal Maso e Marco Zorzanello: i due fotografi hanno seguito per settimane le squadre d’intervento di Acque Vicentine, realizzando un servizio di grande intensità, con l’intenzione di raccontare per immagini il lavoro quotidiano e spesso invisibile di donne e uomini che garantiscono l’efficienza del servizio idrico sul territorio.</p>
<p>Ma il luogo centrale della manifestazione sarà l’approdo di Ponte Pusterla che, appositamente ripulito ed allestito, accoglierà molte iniziative in programma, destinate a pubblici di natura diversa. Da venerdì 4 a domenica 6 giugno, &#8220;l&#8217;appuntamento spritz&#8221; sarà accompagnato dal dj-set e concerti; in prima serata, letture con accompagnamento musicale e concerti: mercoledì 2 si alterneranno pagine di Celati (lette da Piergiorgio Piccoli) alla musica del cristallofono di Robert Tiso; giovedì 2 il duo Valente-Conforto racconterà la “Vita di una goccia d’acqua” in chiave jazz; venerdì 4 Dalies Donato leggerà Erri De Luca e Dino Buzzati, accompagnata dalla voce e dalla musica tradizionale di Rachele Colombo; sabato 5 un quartetto di violoncelli proporrà un programma tra il classico e il pop. Domenica 6, infine, il grande protagonista sarà il compositore elvetico Jacques Dudon, il quale nel pomeriggio terrà un laboratorio per bambini sugli strumenti ad acqua di sua invenzione (aquaphones), e in serata una lezione-concerto che indagherà in musica il rapporto tra acqua, scienza e suono.<br />
Inoltre, nei pomeriggi di sabato 5 e domenica 6 giugno, l’approdo sarà il punto di partenza della navigazione sul Bacchiglione: “verso su” a bordo di kayak, con il gruppo Tatanka; “verso giù” salendo su grandi gommoni con l’Ivan Team di Valstagna. Saranno presenti stand informativi delle associazioni che operano sui fiumi del territorio e un punto di distribuzione dell’<em>acqua del sindaco</em>.<br />
Sempre da venerdì 4 a domenica 6 giugno, ma in seconda serata (a partire dalle 22.30), l’approdo di Ponte Pusterla si trasformerà in un cinema all’aperto per la “Notte di cinema sull’acqua”, una mini rassegna a tema – realizzata in collaborazione con il Festival Internazionale Un Film per la Pace di Medea (GO) &#8211; che proporrà la visione dei quattro documentari vincitori del Premio speciale “L’acqua bene di tutti”, tra cui “Strade d’acqua” di Augusto Contento, che vanta il sostegno della Fondation Danielle Mitterrand e il patrocinio dell’UNESCO. A completare la proposta cinematografica saranno le due produzioni realizzate per la prima edizione di Vie d’acqua (“Acqua a 35mm. di Observa e “La spiaggia urbana” di dolp_dove osano le parole) e due film “culto” a sorpresa.</p>
<p>Ma la programmazione propone anche altri interessanti appuntamenti. Sabato 5 giugno, nel giardino del Teatro Astra, ci sarà il concerto della cantante italo-etiope Saba Anglana, rivelazione della musica world-pop-soul italiana con all’attivo prestigiose collaborazioni (Cesaria Evora, per citarne una), per un incontro musicale che richiama esplicitamente l’acqua (“Biyo, Water Is Love” è il titolo del suo ultimo album).<br />
Saranno inoltre riproposte anche quest&#8217;anno le passeggiate e pedalate guidate lungo le vie d’acqua cittadine, con la presenza di vari ospiti che dialogheranno con il pubblico di storia fluviale, gestione delle acque e tutela ambientale, gastronomia ed architettura.</p>
<p>Da segnalare anche il concerto “Water Music. L&#8217;acqua che canta” alle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari, una tavola rotonda sull’Astichello alla Biblioteca La Vigna e le letture di Pino Costalunga ai Giardini Salvi. Altri luoghi interessanti della manifestazione sono le sorgenti della Seriola, l’Astichello, Palazzo Valmarana Braga e la Loggia del Capitaniato.</p>
<p>Le risaie saranno protagoniste anche nei canti di lavoro del Coro delle Mondine di Bentivoglio, che si intrecciano alle storie narrate da Carlo Presotto, domenica 6 nel pomeriggio ai Giardini Salvi.</p>
<p>Infine, sempre in continuità con l&#8217;edizione scorsa, anche quest&#8217;anno numerosi classi della scuola primaria e secondaria di primo grado hanno aderito ai due progetti inseriti nel Piano dell’Offerta Formativa Territoriale: per molti studenti, il percorso didattico iniziato si concluderà venerdì 4 giugno con la Festa dell’Acqua al Centro Idrico di Novoledo.</p>
<p><strong>Informazioni</strong><br />
assessorato alla cultura del Comune di Vicenza:<br />
tel. 0444 222101, <a href="mailto:infocultura@comune.vicenza.it">infocultura@comune.vicenza.it</a></p>
<p>associazione Meccano 14:<br />
info@meccano14.org, <a href="http://www.meccano14.org/">www.meccano14.org</a>.</p>
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		<title>Una notte a palazzo con Miss Marple. InterSvista ad Alice Testa</title>
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		<pubDate>Sun, 23 May 2010 23:09:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Luci gialle illuminano i palazzi della città. Mentre piove, il profumo dell’umido marmo aleggia nell’aria e prende vita mescolandosi a piccole nubi d’umidità che decorano la notturna città bianca. È tempo di jazz a Vicenza.
E&#8217; La Nuit des Musées: Palazzi, chiostri, musei, teatri e giardini ospitano piccoli e grandi concerti musicali di artisti italiani ed internazionali.
Miss Marple [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blalab.it/wp-content/uploads/2010/05/miss_marple2.jpg"><img title="miss_marple2" src="http://www.blalab.it/wp-content/uploads/2010/05/miss_marple2.jpg" alt="" width="550" height="333" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Luci gialle illuminano i palazzi della città. Mentre piove, il profumo dell’umido marmo aleggia nell’aria e prende vita mescolandosi a piccole nubi d’umidità che decorano la notturna città bianca. È tempo di jazz a Vicenza.<br />
E&#8217; <em>La Nuit des Musée</em><em>s:</em> Palazzi, chiostri, musei, teatri e giardini ospitano piccoli e grandi concerti musicali di artisti italiani ed internazionali.<br />
Miss Marple indaga.<br />
Sonorità urbane di una Vicenza notturna attenta ai propri tesori architettonici.<br />
Nella prestigiosa corince di Palazzo Chiericati incontro uno dei giovani gruppi rivelazione di questa edizione del Festival Jazz 2010: <span style="color: #e31c9f;"><strong>MISS MARPLE – MUSIC INVESTIGATION</strong></span><br />
Un nome insolito che ben rappresenta il vivace spirito indagatore di questo quartetto che ama esplorare territori musicali	alquanto distanti	fra	loro; una commistione di generi, ritmi e colori danno origine ad un progetto in cui il jazz tradizionale si fonde con sonorità pop, rock e folk.<br />
Un fiore rosso tra i capelli, occhi verdi celati da grossi occhiali, un filo di rossetto tra le labbra:<br />
<span style="color: #e31c9f;"> Alice Testa </span>alla Voce. <span style="color: #e31c9f;">Matteo Alfons</span><span style="color: #e31c9f;">o</span> alla tastiera, <span style="color: #e31c9f;">Lorenzo Conte </span>al contrabbasso, <span style="color: #e31c9f;">Carlo Alberto Canevali</span> alle percussioni.</p>
<p><span style="color: #e31c9f;"><strong>1) Iniziamo dal nome, da dove nasce questa scelta?</strong></span><br />
Quando il progetto ha debuttato nel novembre  2009, ci era stato chiesto se il 4etto avesse un nome o se sulla programmazione del jazz club dovessero scrivere solo i nostri cognomi, come spesso accade nel jazz. Il nome mi è venuto in mente per caso. Perché ci stava bene, suppongo. Mi ha sicuramente influenzato la mia naturale de-formazione  professionale che all&#8217;Inghilterra, alla sua lingua, la sua letteratura e i suoi cliché da sempre mi accomuna. Miss Marple è la vecchietta inglese per antonomasia, deliziosamente demodé e assolutamente ficcanaso, quella che riesce sempre a cogliere dettagli che ad altri sfuggono. E dato che il nostro progetto si basa proprio sull&#8217;investigazione di territori sonori diversi fra loro, l&#8217;immagine dei detective musicali rendeva bene il concetto. Inoltre l&#8217;inglese è la lingua con la quale canto e scrivo gran parte dei miei testi. Volendo è anche un involontario tributo ad un paese dove la musica è sempre stata all&#8217;avanguardia e aperta alle più svariate esperienze, mix e innovazioni.</p>
<p><span style="color: #e31c9f;"><strong>2) Da quanto suonate assieme? E come vi siete incontrati?</strong></span><br />
Il progetto è nato nell&#8217;autunno 2009 dalla ritmica consolidata del trio jazz Matt’s Delight (Alfonso-Conte-Canevali), che spesso si accompagna a solisti come Pietro Tonolo e Bobby Watson, per citarne alcuni. Ci conosciamo già da qualche anno, ma solo in tempi recenti ci siamo posti la sfida di unire il mio background musicale, principalmente legato al rock-folk-pop e al musical, con quello jazz di Matteo, Lorenzo e Carlo. La mia fortuna è stata poter collaborare con musicisti professionisti e di grande esperienza, il che ha sicuramente facilitato le cose dal punto di vista della ricerca e dello sviluppo del nostro sound.</p>
<p><strong><span style="color: #e31c9f;">3) Parliamo del vostro jazz&#8230;</span></strong><br />
Non credo si possa parlare di un ‘nostro’ jazz, nel senso di una re-intepretazione personale di tale musica, ma di jazz e basta. Questo progetto affonda le sue radici nella tradizione americana, nello swing, nel groove, e segue con attenzione quanto accade nella scena musicale newyorkese contemporanea. Probabilmente ciò che ci contraddistingue è la scelta dei brani, dato che pur facendo jazz noi non suoniamo gli standard. Però quello che facevano i jazzisti americani degli anni ‘40-’50 era prendere le ‘hit’ dell’epoca, ossia brani di Gershwin e Porter, e improvvisarci sopra. La gente conosceva quei pezzi e riusciva a seguire le improvvisazioni e godere della loro musica. L’idea di Miss Marple è simile: i pezzi scelti sono tutti conosciuti dal pubblico dato che vanno dai Beatles ai Soundgarden passando per Neil Young e Joni Mitchell.</p>
<p><span style="color: #e31c9f;"><strong>4) Tre aggettivi per descrivervi.</strong></span><br />
Curiosi, aperti, in viaggio.</p>
<p><strong><span style="color: #e31c9f;">5) Prossime date e progetti futuri?</span></strong><br />
La data più vicina è l&#8217;11 giugno all&#8217;Osteria Marosticana di Vicenza, poi ci sono date in giro per il Triveneto e il festival di Lagarina Jazz in Trentino. Durante l&#8217;estate ci dedicheremo alla registrazione del nostro primo cd continueremo a lavorare sui brani originali che abbiamo in cantiere.</p>
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