Quei crudeli racconti dei Motus
Posted by Marco on gennaio 3rd, 2010
Su di uno schermo nero va componendosi lentamente un’immagine. Sarà la sagoma di un panda? o forse un teschio? una figura ambigua e a tratti inquietante si aggira nervosamente sui pattini. Dal palco il rumore delle ruote che scivolano sul legno. Queste le immagini che danno vita a “X (ics) – Racconti crudeli della Giovinezza” dei Motus, il primo spettacolo in cartellone del progetto dall’assessorato alla cultura di Vicenza con il supporto della Regione Veneto, realizzato con la direzione artistica di Livio Pacella.
Uno spettacolo che gravita attorno al mondo spesso malinconico della giovinezza nelle periferie (nella versione proposta a Vicenza le periferie di Halle-Neustad in Germania). Ne emerge uno spaccato piuttosto amaro, fatto di solitudini e quotidianità, una continua ricerca di qualcosa di nuovo, di “colorato” che sembra non prendere mai vita. Fondamentale l’uso dei video, che accompagnano l’intero spettacolo con immagini di periferie dove si assiepano palazzoni e condomini “alveare” e testimonianze di vite che esprimono quasi una sorta di rassegnazione alla banalità il tutto accompagnato da musiche che con uno stile spesso psichedelico e martellante, sottolineano la rabbia interiore di una generazione forse più annoiata che realmente arrabbiata che non trova valvole di sfogo. Lo spettacolo scorre in maniera lineare e coinvolgente senza forse però osare quel passo in più che avrebbe reso le tematiche di un lavoro di questo tipo completo sino in fondo. Ottimi gli attori a tratti quasi degli stuntman che qui come non mai rendono l’uso del corpo essenziale, quasi un abuso muovendosi in uno spazio orchestrato da luci fredde (a tratti penalizzate da una sala non sufficientemente buia) e video in bianco e nero che ben si accompagnano allo svolgimento e al tema dello spettacolo forse però adatto ad uno spazio più raccolto e meno dispersivo. Una piacevole novità nel panorama vicentino nella ricerca di sperimentazione contemporanea.
marco Blalab